CATALOGO GENERALE 1994 E CATALOGO MONOGRAFICO "PASHA" 1995
INTRODUZIONE
C'è una magia speciale nella storia di Cartier, qualcosa che va oltre la semplice storia di un successo imprenditoriale. È la storia di un uomo che ha trasformato la sua passione in un linguaggio universale, capace di parlare allo stesso modo a zar e attrici, a maharaja e donne moderne, e di arrivare con la stessa forza fino a oggi.

(Foto di Louis-François Cartier. Credit: Wikipedia.org)
Nel cuore della Parigi del 1847, un giovane artigiano di nome Louis-François Cartier diede vita a un sogno. A soli 28 anni, rileva l'atelier del suo mentore, Adolphe Picard, in rue Montorgueil, e il 17 aprile di quell'anno ha già registrato il suo marchio personale: una losanga con un cuore al centro, affiancata dalle iniziali "LC". Quel simbolo, semplice ma ricco di significato, avrebbe rappresentato per oltre un secolo e mezzo la passione e l'amore che Cartier riversava nelle sue creazioni.

(Marchio "LC". Credito: TheCartiers.com)
Per Cartier, l'arte orafa non era solo un mestiere, ma una forma di espressione sublime, in cui ogni dettaglio, materiale prezioso e sfumatura di design si fondevano in opere di qualità ineguagliabile.
Il successo di Cartier si sviluppa con queste premesse attraverso i quartieri più prestigiosi di Parigi: dal Palais Royal al Boulevard des Italiens, dove una clientela raffinata e cosmopolita - tra cui influenti mecenati russi - scopre non solo gioielli, ma anche oggetti d'arte, creazioni di alta argenteria, orologi da tasca e, a partire dal 1888, i primi orologi da polso decorati come gioielli. Tra i materiali preferiti dell'epoca c'era il platino, allora considerato una novità dalle straordinarie potenzialità, già utilizzato per impreziosire i bottoni degli abiti maschili.
PARTE I. LOIUS CARTIER: ESPANSIONE INTERNAZIONALE E STILE INNOVATIVO
L'orologeria di alto design e la ricerca dell'innovazione erano il campo d'azione preferito di Louis Cartier, nipote del fondatore.
Nel 1872, Louis-François portò con sé il figlio Alfred e due anni più tardi prese le redini della maison. A sua volta, Alfred istruì il figlio Louis nell'arte della gioielleria, dando vita alla terza generazione di Cartier alla guida, che aveva la sua base nella nuova boutique di rue de la Paix.
Luigi, insieme al fratello Pierre e JacquesCartier si spinge verso nuovi orizzonti. Nel 1902 aprono una filiale a Londra in New Burlington Street (poi trasferita in New Bond Street nel 1909), mentre nel 1907 Pierre inaugura la sede di New York sulla Fifth Avenue.

(Foto del 1922 che ritrae da sinistra a destra: Pierre, Louis, Alfred e Jacques Cartier. Credit: Paperjam.lu)
Sotto la guida di Louis, Cartier raggiunse vette di creatività senza precedenti. Appassionato di gioielli, Louis rivoluzionò il design con le sue parure a "ghirlanda" di platino e diamanti, un'elegante reinterpretazione dello stile Luigi XVI in contrasto con le frivole tendenze dell'Art Nouveau. Rivale diretto di Fabergé, sia a Parigi che a San Pietroburgo, Cartier osò sperimentare smalti policromi e audaci contrasti cromatici, anticipando quella che nel 1925 sarebbe stata chiamata Art Déco. Il bianco e il nero, il verde e il nero, ma soprattutto il blu e il verde, combinazioni ispirate alle piume del pavone e alle sfumature cangianti del martin pescatore, vengono utilizzati per rinnovare i quadranti smaltati degli orologi. Il culmine di questa esplosione cromatica è stato raggiunto con la policromia di smeraldi e zaffiri, uniti a foglie intarsiate di rubini in stile "Tutti Frutti"che è diventata un'icona senza tempo, ispirata ai frequenti viaggi di Jacques in India.

(Bracciale "Tutti Frutti". Credito: Sothebys.com)
Allo stesso tempo, la gioielleria Cartier abbandona gradualmente le forme elaborate a favore di linee geometriche più nette e pulite: cerchi, quadrati, contrasti tra pieni e vuoti, sono al servizio del design puro. Questa svolta si registra parallelamente nella produzione di orologi, prima quelli da tasca e da tavolo, poi quelli da polso, di cui Cartier fu un precursore assoluto.
PARTE II. CARTIER: L'OROLOGERIA COME ARTE
Nel mondo dell'orologeria, Cartier ha sempre perseguito un obiettivo ambizioso: fondere eleganza estetica e precisione tecnica.
Sebbene i primi orologi siano attestati negli archivi fin dal 1853 (orologi da tasca e piccoli orologi da polso da donna molto più simili a bracciali), è all'inizio del XX secolo che si verifica una svolta significativa grazie al fruttuoso e lungo sodalizio con il maestro orologiaio parigino Edmond Jaeger.
I raffinati design sviluppati dalla Maison nel corso del XX secolo, insieme all'eccellenza meccanica garantita dal talento di Jaeger, hanno conquistato gli appassionati e i collezionisti più esigenti fin dai primi esemplari. Una collaborazione destinata a lasciare il segno. Insieme, hanno presentato icone senza tempo come il "Pantera", il "Tonneau" e il "Santos", il primo orologio da polso progettato per gli uomini su richiesta dell'aviatore brasiliano Alberto Santos-Dumont (concepito nel 1904 e lanciato sul mercato nel 1911).

(Uno dei primi disegni del modello Santos conservato negli archivi Cartier, 1911). Credit: Watchlibrary.org)
Ma l'innovazione di Cartier non si ferma qui. "L'orologio misterioso, un vero capolavoro di ingegno, rappresenta un'altra pietra miliare. Progettato a partire dal 1913 con il "Modèle A" in collaborazione con Maurice Couet, questi orologi sono ispirati alle invenzioni del famoso illusionista Robert-Houdin. Nel corso degli anni, i Mystery Watches hanno subito una straordinaria evoluzione, rivelandosi tra le creazioni più affascinanti e tecnicamente audaci della storia dell'orologeria.
Un altro affascinante capitolo della storia di Cartier è rappresentato dal "Serbatoio"introdotto nel 1919. Pochi mesi dopo il "Tortue" con la sua cassa quadrata ispirata ai carri armati della Prima Guerra Mondiale, è diventato ben presto la star della prestigiosa boutique di Rue de la Paix e non solo. Simbolo di una raffinatezza senza tempo, questo modello è diventato un oggetto di culto per i collezionisti anche nelle sue successive evoluzioni stilistiche: il modello "Cintrée", il "L.C." (Louis Cartier) e il "Chinoise".

(Rari Cartier Tank Normal Londra e Cartier Tank New York. Credito: thevintageur.com)
Cartier e Jaeger sono insieme una fucina di sviluppi tecnici ed estetici. Già nel 1909, Jaeger brevetta in esclusiva per Cartier la prima chiusura deployante, molto più pratica e sicura della caratteristica chiusura a bilanciere che fino a quel momento era tipica degli orologi con cinturino in pelle. Ma è dalla metà degli anni Venti e per tutti gli anni Trenta che questa stretta collaborazione porta i risultati più eclatanti in termini di innovazione. Nel 1925 dalla manifattura Jaeger nasce un movimento che è l'esaltazione della micromeccanica nel campo dell'orologeria: il "Piano Duo". Questo calibro "a baguette" è stato progettato con una struttura sovrapposta a due livelli completamente nuova, che permette di mantenere la precisione grazie a un ampio bilanciere e di conservare una generale riduzione dei volumi. Questo movimento permette a Cartier di ridefinire il design degli orologi da polso da donna puntando su una miniaturizzazione estrema con soluzioni estetiche inedite e all'avanguardia.

(Raro Cartier Duo-plan del 1930. Ex collezione Biagioli. Credito: Finarte.it)
Tra il 1932 e il 1933, Cartier lancia sul mercato altre due innovazioni stilistiche, collaborando con Jaeger alla morfologia di due casse emblematiche: il modello "Basculante reversibile" e il modello "Vendome", disegnato su un unico capocorda centrale a forma di "T".
PARTE III. CARTIER: UN DESIGN SEMPRE PIÙ AUDACE
Tra gli anni '50 e '60, Cartier evolve ancora il suo stile ed è dalla filiale di Londra che provengono le idee di design più interessanti e riuscite, con la nascita di modelli con cassa a forma di uovo come il "Ovale", il "Maxi Ovale" e fino al bizzarro "Crash Watch". L'idea della curvatura della forma del Serbatoio ("Cintrée") elaborato in tre diverse dimensioni e la nascita di altri modelli dal design audace come la "Doppio cinturino", il "Asimmetrico" e il "Ciottolo".

(Raro Cartier Baignoire Allongèe Maxi Oval, 1979. Crediti: Collectorsquare.com)
La prima metà degli anni '80 è segnata da un'altra pietra miliare per Cartier e per la sua ispirazione orologiera: il "Pasha" modello.
L'iconico nome "Pasha" nasce dal mito di una figura leggendaria: Thami El Glaoui (1879-1956), il potente Pascià di Marrakech, che negli anni Trenta si rivolse personalmente alla prestigiosa boutique Cartier di Rue de la Paix per ordinare un orologio rivoluzionario, che doveva resistere all'acqua durante i suoi frequenti bagni in piscina, senza compromettere la sua eleganza.
Si dice che per rispondere a questa esigenza i maestri orologiai Cartier abbiano sviluppato un innovativo sistema di impermeabilizzazione della corona, inizialmente applicato a un modello Tank. Leggenda o meno, è un dato di fatto che, in piena Seconda Guerra Mondiale, Cartier tornò ad occuparsi di orologi impermeabili, questa volta ispirandosi ai modelli militari. Il risultato fu un segnatempo con una cassa rotonda e massiccia, caratterizzata da una griglia di protezione con quattro barre incrociate per proteggere il vetro-plastica e una corona a vite sovradimensionata fissata con una mini-catenella alla carrure. Soluzioni tecniche pensate anche per avere un forte impatto sullo stile e rendere l'orologio immediatamente riconoscibile.
Ma è nel 1985 che questo modello viene rilanciato in grande stile da Cartier, diventando rapidamente un'altra icona della Maison. Questo orologio si è prestato (come nessun altro prodotto sul mercato fino ad allora) all'aggiunta di complicazioni: dal semplice datario, al cronografo, fino al calendario perpetuo. Questa versatilità ha permesso al modello di entrare con molte varianti in un layout stabile all'interno dei cataloghi Cartier dagli anni '80 a oggi.

(Cartier Pasha Ripetizione minuti Ref. W30012, 1989. Credit: thewatchboutique.com)
Il rilancio di Pasha nel 1985 corrisponde anche a una sorta di rivitalizzazione dell'intera Maison. Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, in seguito alla vendita di Cartier Paris a un gruppo di investitori guidato da Joseph KanouiNon si avverte lo stesso impulso creativo del periodo precedente. Nel 1972, il concetto di linea "Il mosto di Cartier" è stato concepito e guidato dal duo Robert Kocq e Alain Dominique Perrin. È solo con il Pasha che troviamo l'energia vitale necessaria per dare una spinta agli orologi di alta gamma, che si completa con il lancio del "Serbatoio Américaine (1989), il "Diabolo" (1991) e il "Carro armato francese" (1996).

(Cartier Diabolo Ref.1470/1, 1993. Credit: Awco.nl)
PARTE IV. CARTIER: CATALOGO GENERALE 1994
Questa breve prefazione ed esplorazione della storia di Cartier e dei suoi modelli più rappresentativi non ha ambizioni di completezza. È tuttavia utile per sfruttare al meglio i due meravigliosi cataloghi che Il Vintageur mette a disposizione degli appassionati e dei collezionisti del marchio di tutto il mondo.
Attraverso le pagine ricche di tavole policrome è possibile ripercorrere l'epopea di uno dei marchi più illustri della storia dell'orologeria. Dalla sua fondazione a oggi, Cartier è rimasto fedele a se stesso, alla sua enorme tradizione e al suo patrimonio unico, adattandosi all'evoluzione delle tecniche e delle tecnologie legate all'orologeria senza mai perdere il suo stile ineguagliabile.
Divertitevi.


































PARTE V. CARTIER: CATALOGO MONOGRAFICO DEL MODELLO "PASHA" 1995













